00 8/22/2007 3:21 PM
Con becco e artigli rovina i monumenti

E' allarme a Venezia per i piccioni devastatori. Secondo "La Stampa", i folkloristici volatili, compagni dei turisti in migliaia di foto ricordo, sono un vero flagello per i monumenti della città: intaccano con il guano pietra, ferro e legno delle travi e con becco e artigli sfregiano le parti sporgenti delle statue. La soprintendente si è ora rivolta al sindaco Cacciari e al ministro Rutelli affinché vengano presi provvedimenti.

Sono quantificati in milioni di euro i danni provocati ogni anno dai piccioni che, non solo si cibano della pietra perché (a quanto pare) la trovano digestiva, ma sono anche portatori di problemi igienico-sanitari che a ogni cittadino costano 275 euro l'anno.

Insomma, saranno anche pittoreschi e caratteristici, ma per molti i piccioni a Venezia sono un flagello. Per questo la soprintendente per i Beni architettonici, per il Paesaggio e il Patrimonio storico-artistico Renata Codello ha preparato una denuncia di 200 pagine da inviare a sindaco e ministro. I provvedimenti richiesti sono urgenti, a partire dai limiti da porre allo spaccio delle granaglie in piazza San Marco che attira migliaia di piccioni.

La cosa preoccupante è che si è di fronte a una sorta di guerra, dove la mutazione genetica dei volatili rende tutto più difficile. Non si parla di normali colombi infatti, ma di piccioni più robusti degli altri, più aggressivi e che sembrano giocarsi il predominio della zona a suon di battaglie con i gabbiani.

Sarebbero tre i tipi individuati: "I kamikaze - spiega Codello - che aggrediscono zone piccole o grandi da tempo sottratte alla loro invasione; i più giovani che nidificano neutralizzando i dissuasori ad aghi imbottendoli di sterpaglie per non pungersi; e i vecchi, relegati nelle zone più isolate e spesso trovati morti nelle fessure più impensabili".

Se lo scenario non è simile a quello de "Gli uccelli" di Hitchcock poco ci manca. La guerra è appena cominciata.

fonte: TGCOM